I lost files di “Sassofoni e pistole”

Il lavoro di un vero detective non finisce mai. Tanti mi segnalano dei sospetti; il telefono suona, ma io non rispondo. Il jazz nel noir ha lasciato troppe tracce. E non tutte sono nel dossier Sassofoni e pistole. Ho scartato, ho scelto, ho dimenticato. Ho sbagliato…La bottiglia di whisky in controluce mi accusa, mostrando immagini sbiadite di torbidi noir che NON ho inserito nel libro. Dietro il nome d’arte John Evans si nasconde Howard Browne, sceneggiatore di Hollywood per i film (Capone, Quella sporca ultima notte, 1975) e per la televisione (Mission Impossible). Folgorato da Chandler sulla via del giallo crea Paul Pine, un “privato” alla Philip Marlowe che -come lui- sa ascoltare la musica chenon rappresenta un mero sottofondo nei night di Chicago. Siamo negli anni Quaranta, la città non è più quella dei fasti jazzistici di prima della guerra, ma i suoi locali notturni si difendono sempre bene.

“Erano riusciti ad assicurarsi Ned Noonan e la sua orchestra, per i mesi estivi, e la gente si accalcava per sentire il celebre sassofonista”.

Il Peacock Club è un locale di lusso, andateci per la musica, per bere o per incontrare belle donne, ma non cercate mai di sapere cosa succede nelle sale interne o verrete pestati per bene prima di ricevere il fatidico consiglio di “non ficcanasare”. Parola di Paul Pine, investigatore privato.

John Evans, Funerale in grande stile, Periodici Casini, 1953

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