L’Avanguardia è nei nuovi sentimenti

Francesco Bearzatti Tinissima 4et, This Machine Kills Fascists, Cam Jazz 2015

Odwalla, L’uomo invisibile, autoprodotto, 2015

Marco Colonna, Sivia Bolognesi, Ivano Nardi, Ghost Trio, Setola di Maiale 2015

Da anni, nei mesi di settembre-ottobre, qualche politico o sindacalista o militante speranzoso si augura un nuovo “autunno caldo”. Siamo così lontani da quella stagione di lotte che forse qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un auspicio meteorologico e quindi è meglio ribadire alcuni punti.

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Jazz, la minaccia dentro i confini

Ripubblico l’articolo apparso su Alias/Il Manifesto di sabato 10 ottobre. Come speravo ha innescato un interessante dibattito. Unico avvertimento che mi sento di aggiungere: il “fuori i dischi” -compilato frettolosamente- è del tutto soggettivo (ma ovviamente non sono d’accordo con me stesso!) e limitato dallo spazio fisico del giornale. Ciascuno può riempire come vuole le tantissime caselle vuote di quel jazz che sa superare i confini. 

Al cospetto dei migliaia di migranti che tentano di approdare in Europa o muoiono nel tentativo, l’idea di trincerare anche i confini dell’arte -oltre a quelli degli stati- aggiunge una superflua dose di cinismo.

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