Marta Raviglia e Simone Sassu, Lost songs

Marta Raviglia e Simone SassuLost songs (A Simple Lunch, 2015)

Le canzoni perdute scelte dal duo parlano tanto di America quanto di vecchia Europa, con echi della canzone francese più raffinata, di caldi cabaret berlinesi e -perché no- anche di una Italia non oleografica, con la prima delle Folk songs di Berio. Gli altri autori tirati in ballo sono Satie, Milhaud, Weill, Samuel Barber, Ellington e Kenny Wheeler. Nonostante un approccio fresco al duo voce/pianoforte e una ampia rilettura operata sulle pagine scelte, lungo il lavoro spira una unicità di intenti, di concentrazione leggera, di sottile divertimento. Non siamo in un locale della Repubblica di Weimar, non siamo in un caffè parigino, in un jazz club, in una austera sala da concerto e neanche in un centro d’arte uso ad ospitare la musica contemporanea. A guardare i brani scelti c’è tutto il Novecento, con una scelta di momenti particolari, mai di routine. E, ad ascoltare bene queste gemme, non si sentono i furori, le utopie e le eccitazioni del secolo passato  e si ha la sensazione che i due aprano per noi le porte di un salotto privato ma accogliente, fatto di brevi delizie sonore, dove solo in qualche breve tratto i rumori del mondo irrompono a guastare volutamente un lirismo tranquillo e pervasivo.

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