dischi di jazz da sfogliare…

Jazz Covers, a cura di Joaquim Paulo e Julius Wiedemann, Taschen, 2012

Che la fotografia e il jazz abbiamo percorso insieme l’intero secolo scorso è testimoniato dagli scatti di alcuni tra gli artisti principali del Novecento. Non così evidente risulta invece il collegamento con l’arte grafica, fondamentale per il secolo passato, che ha “cucito” l’estetica visiva del jazz nelle copertine dei vinili, dagli anni Quaranta alla crisi del disco nei primi anni Novanta. Le copertine degli album, in questi cinquant’anni, hanno raccontato l’energia del jazz e il suo impatto visuale sul mondo. Sono stati il design della musica. La Fondazione Siena jazz lo ha raccontato in una mostra e nel relativo catalogo, già nel 2008. Questo Jazz Covers si propone invece uno scopo diverso, quello di raccogliere in un libro d’arte una guida illustrata alle migliori copertine. Accompagnata da interviste ad alcuni operatori del settore (tra le più interessanti una a Bob Ciano, visionario direttore artistico delle case discografiche CTI e della KUDU), collezionisti, dj, produttori (Michael Cuscuna, con il suo lavoro fondamentale per Mosaic e Blue Note),  studiosi come Ashley Kahn. Le immagini, corredate di tutte le informazioni, comprese quelle relative alla foto e alla grafica di copertina, vengono squadernate per il lettore in ordine alfabetico. Come risultato abbiamo una autentica festa per gli occhi, dove tutti i grandi artisti sono rappresentati a fianco di altri ormai poco noti o sconosciuti, selezionati sulla base dell’unica discriminante costituita dalla bellezza delle immagini di copertina. Stili diversi si mescolano, il colore acceso degli anni Sessanta si confonde con il bianco e nero sempre di moda, grafiche elaborate e altre decisamente scarne inquadrano la possibilità visiva di una copertina di grande formato quale era quella del 33 giri. Ci sono ovviamente le splendide copertine Blue Note, Impulse, CTI, Prestige, RCA Victor,  ma anche bellissime opere di case minori come Storyville, Strata-East, Cadet e chi più ne ha più ne metta. Chiude una top ten di dischi jazz, scelti per l’occasione dai dj, grandi manipolatori del “feticcio” disco, invece che selezionate dai soliti critici.

Un raffinato regalo per gli occhi da sfogliare comodamente nella propria poltrona, immaginando di trovarsi in una galleria d’arte contemporanea e di osservare queste copertine appese alle pareti, come in una mostra.

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