L’alligatore di Carlotto vira al jazz?

 

Se uno volesse una dimostrazione della assoluta attualità del rapporto tra il romanzo noir e la musica jazz non dovrebbe far altro che acquistare l’ultimo romanzo di Massimo Carlotto. Ecco l’incipit programmatico di Per tutto l’oro del mondo (e/o edizioni, 2015):

Quando avvicinava le labbra rosse al microfono per attaccare Good Morning Kiss trattenevo il fiato per godermi ogni singolo istante. Imitava voce e stile di Carmen Lundy ma bisognava sforzarsi per capirlo. Non avrebbe mai fatto carriera, nemmeno nei locali di provincia. Cantava brani jazz perché erano l’unica cosa in grado di tenerla aggrappata a una vita che faticava a sopportare.

Peccato che Sassofoni e pistole, (Arcana 2015) sia ormai in libreria da qualche mese, una citazione su Carmen Lundy ci stava tutta. Potete rifarvi con gli altri libri di Carlotto che hanno trovato posto… Marco Buratti, alias l’Alligatore, ha sempre mostrato il suo amore per il blues. Ma in questo ultimo libro, in un Veneto sempre più feroce, proprio il cuore lo spinge verso il jazz. Debolezze passeggere: alla fine nell’autoradio gira pur sempre Dengue Woman Blues di Jimmie Vaughan, fratello del compianto Stevie Ray. Se volete accompagnare il libro con una bella cavalcata elettrica ecco un bel trionfo elettrico di sei corde tutte insieme… Stevie e Jimmie, con Eric, Buddy Robert

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