Sia detto…Per inciso!

Valentina Gramazio, Per inciso, Jazzy Records, 2015

Sarà una banalità iniziare con questa riflessione, ma nella forma canzone i jazzisti, confinati per i loro soli in un numero limitato di battute, ritrovano quella sana incisività che a volte nei brani che impiegano cornici di natura diversa si diluisce troppo. Certo nella canzone, a parte le sortite solistiche, un certo numero di altre battute viene riempito dal cantato e i testi “devono” obbligatoriamente fare la differenza. Un disco che racchiude dei brani originali come questo ha momenti nei quali il solista di turno cala l’asso e i musicisti si esprimono tutti con concisione mirabile (d’altronde abbiamo nel mazzo Giovanni Mazzarino, Stjepko Gut, Riccardo Fioravanti, Humberto Amésquita), ma anche le parole fortunatamente rivestono perfettamente -e con acume- le melodie proposte. Il merito ovviamente è tutto della titolare del disco, Valentina Gramazio, che scrive e canta il suo materiale con convinzione, assistita per gli arrangiamenti da Govanni Mazzarino.   Spesso si gioca con i generi, dalla musica italiana degli anni Sessanta a Bossaluna che ovviamente porta il mood al Brasile classico o come in Piazza che propone in una ballad delle dolenti riflessioni di abbandono contornate dal pianoforte qui quasi classicamente novecentesco di Mazzarino. Un’altra faccia del disco invece si presenta ironica, scanzonata e allegra, come accade in Per Inciso o in quello che per me è il gioiellino della serie: Cappuccetto Rosso, dove il dialogo tra il lupo e la fanciulla si trasforma in una fiaba urbana, quasi una commedia cinematografica a due voci splendidamente condotta da Valentina Gramazio e Giuseppe Bellanca. Quest’ultimo è un lupo tenero ma di mondo, che invece di un ululato si produce in un elegante e tirato scat. E se ieri Someday My Prince Will Come passava dalla Biancaneve di Disney a Miles Davis che con Bill Evans e Coltrane ne avrebbe fatto un capolavoro, Cappuccetto Rosso oggi esce dai libri d’infanzia in una rivisitazione brillante, sofisticata, con immagini alla Woody Allen convertite in note.

Una nota di merito al lavoro della siciliana Jazzy Records: il disco brilla per una confezione davvero notevole, dalla qualità del suono a quella -meno scontata- dei materiali usati, agli artisti coinvolti (le incisioni ad hoc di Paola Maestroni e le fotografie di Alessandro Boscolo Agostini), che fanno da corredo a un booklet  da collezione.

 

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