Il mondo di Pieranunzi

Enrico Pieranunzi

Proximity, Camjazz

My songbook, viaveneto

 

Due recenti uscite discografiche descrivono bene il mondo espressivo di Enrico Pieranunzi, sicuramente il pianista italiano che riscuote -meritatamente!- tanta fortuna anche all’estero. Alcuni suoi brani sono diventati  degli standard (si pensi a Night Bird) e ne posseggono tutte le qualità formali. La tradizione del pianoforte jazz con venature romantiche (da lui ben rappresentata) col tempo si è condensata in uno stile originale. Partiamo dal primo dei due lavori. Proximity lo vede alla guida in una formazione americana, composta da indubbi talenti. Donny McCaslin, il sassofonista (tenore & soprano), in evidenza anche in Blackstar, l’ultima prova jazz oriented di David Bowie , Ralph Alessi, trombettista in crescita e Matt Penman al basso, per un gruppo drumless che giustamente il critico Brian Morton, nelle note di copertina del disco, collega idealmente ad alcune prove di Chet Baker, il poeta della tromba e della voce con il quale Pieranunzi ha condiviso in tante occasioni il palco e lo studio di registrazione (di nuovo ricordo diverse versioni di Night Bird, suonate in versione drumless da Chet Baker). Queste nuove composizioni di Pieranunzi riflettono una profonda metabolizzazione della tradizione: basti ascoltare (In)Canto, Sundays o Within the House of Night; quest’ultima dallo sviluppo “necessario” nel suo rigore, eppure splendidamente In the tradition. Un grande brano per un disco intenso, dall’atmosfera concentrata e cameristica.

Lo stesso mood lo ritroviamo spesso anche nel secondo lavoro, dove la formazione varia in ciascun brano, dal duo al sestetto. Da tempo Pieranunzi ama musicare testi poetici o scrivere parole da unire alle proprie composizioni strumentali. Nel corso degli anni numerose sue melodie si sono arricchite di parole. Il risultato finale è il raffinato My songbook dove Pieranunzi raccoglie questo materiale e lo condivide con la voce della giovane Simona Severini.  Nei brani si alternano di volta in volta anche alcuni talenti del jazz italiano (Luca Bulgarelli, Nicola Angelucci, Rosario Giuliani, Francesco Lento).  Delizioso nella sua classicità senza tempo il duetto vocale Non posso sognarti come sei e merita una menzione anche Soft Journey, brano che risale al disco omonimo registrato da Pieranunzi con Chet Baker all’inizio degli anni Ottanta  e chiude questo cortocircuito artistico in poesia, come è giusto.

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