Ute Lemper in Monforte

festival Monfortinjazz 2016 An Evening with Ute Lemper

Presentando lo spettacolo la cantante parla di un viaggio attraverso la propria vita, ma quello di Ute Lemper è anche un cammino nel tempo collettivo, che percorre tutto il Novecento e si dipana toccando alcune delle metropoli più musicali del mondo: Berlino, Parigi, Amsterdam e Buenos Aires. Si parte da Berlino con incursioni nel repertorio di casa della cantante tedesca. Di Bertolt Brecht e Kurt Weill viene proposta la celeberrima Die Moritat von Mackie Messer scritta per L’opera da Tre soldi e portata al successo da Louis Armstrong e Ella Fitzgerald come Mack The Knife. E’ la classica atmosfera del cabaret berlinese: Ute si ferma in quei paraggi e propone Lili Marlene, la canzone dei soldati nella seconda Guerra mondiale. Segue una straordinaria versione di un’altro cavallo di battaglia di Marlene Dietrich: Die fesche lola, tratta dal film L’angelo Azzurro (1930) e scritta dal compositore di origine ebrea (e perseguitato dai nazisti) Friedrich Hollaender. La   frizzante Lola viene cantata dalla Lemper sia in inglese che in tedesco. Parte come un spiritual con la voce che imita la tromba in tutte le possibili sfumature strumentali, assumendo a tratti toni alla Chet Baker e pian piano si trasforma in un blues da locale malfamato.

L’itinerario continua nell’universo poetico del belga Jacques Brel (Dans le port d’Amsterdam) e con Ne Me Quitte Pas, da brividi: “non mi lasciare/Io ti offrirò/perle di pioggia/venute da quei paesi /dove non piove mai”. Con una carriera trentennale alle spalle la Lemper può permettersi scelte non scontate, come l’omaggio al repertorio yiddish (An Angel Weeps).

Per la Francia non può mancare Edith Piaf (Milord, Non, je ne regrette rien) e poi ci si trasferisce nel nuovo mondo per un omaggio poetico a Pablo Neruda e si passa al tango di Piazzolla (Yo soy María de Buenos Aires).

Ute Lemper è stata affidata la serata inaugurale (sabato 9 luglio) del Monfortinjazz 2016, festival che si tiene in una location splendida circondata da colline e vitigni preziosi. Un festival che quest’anno punta sulle voci: in cartellone troviamo Paolo Conte e Gregory Porter. Sul finale Ute Lemper torna a giocare con le proprie capacità tecniche e infila anche un frammento di Van Morrison (Moondance), ma tutto il concerto è dominato dalla cangiante personalità interpretativa, ora sensuale, ora malinconica, ora disperata.

 

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