spin off sui detective di china

In Sassofoni e pistole non ho voluto inserire i detective jazz del fumetto. Sia perché avrei aperto un altro epocale fronte di lavoro, sia perché l’informatissimo Assoli di china di Flavio Massarutto sostanzialmente si è già occupato qualche anno fa in maniera efficacissima dell’argomento (e questo è un sentito consiglio per gli acquisti). Niente Alack Sinner dunque (con mio rammarico). Niente Mister No, che non è precisamente un detective, ma chissenefrega, le sue storie sono piene di jazz…altro grande rammarico. Poi però uno si imbatte in storie come quella di Nick Raider dove viene assassinato un sassofonista e su un nastro maledetto si ascoltano le note di Summertime e si trovano le prove di un crimine efferato. La soluzione passa per la visita a un locale di Harlem e l’aiuto di un esperto jazzofilo. Peraltro la spalla di Nick, il detective Marvin, che di solito fa il garrullo Eddie Murphy, qui mostra qualità da critico, stroncando la versione del brano. Leggendo le tavole de Il buoi oltre la porta (Nick Raider numero 50) ho trovato riprodotti molti dei cliché che mi hanno spinto a scrivere la storia Sax Crime. Assassinio al jazz club che ora è uno spettacolo teatraleL’idea era nell’aria, come sempre a disposizione di chi volesse afferrarla. E il fumetto, grande antenna e melting pot tra culture alte e basse, sta lì, sempre pronto a catturare tutto e a rimescolarlo con colori e pennelli.  

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