Alle donne fatali del noir piace il jazz

In occasione della ripubblicazione di Sassofoni e pistole (Arcana 2015) in edizione economica (o kindle per i più tecnologici) ecco l’ennesimo spin off in uscita dal libro. La donna  -che ricopre un ruolo determinante nel giallo classico dove si affollano le tante Miss Marple– e nell’hardboiled all’americana dove a fianco del detective si trovano conturbanti figure femminili di cantanti, spogliarelliste, taxi girl, miliardarie maliarde, etc… si ritaglia una parte da protagonista anche nel noir contemporaneo.

Ecco un esempio. Il soggetto è il mondo femminile noir odierno, il libro una raccolta di racconti brevi di autori vari, Donne pericolose, a cura di Otto Penzler, Piemme edizioni, 2007. L’ambiguo detective Leonid creato da Walter Mosley (ricordate il suo investigatore losangeleno Easy Rawlins?) agisce nella New York contemporanea. In Karma, il racconto contenuto in Donne Pericolose, lo scalcinato detective Leonid va a trovare la sua amica Gert e in casa della ragazza risuona del buon jazz dal suo impianto stereo, sinonimo di buon gusto.

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What happened, Miss Simone, di Alan Light (Il Saggiatore, 2016)

What happened, Miss Simone? si apre in media res, con l’artista impegnata a stregare il pubblico dell’Harlem Renaissance Festival nel 1969, in quella serie di concerti che giustamente è stata consegnata alla storia come la Black Woodstock. Quello è stato l’apice di Nina Simone come artista impegnata con le sue parole a sostegno del fronte caldo dei diritti civili.

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Gianfranco Salvatore, I primi 4 secondi di Revolver, EDT 2016

Gianfranco Salvatore è un musicologo e critico tra i più stimolanti del Paese. Ha interessi che spaziano dalla coppia Mogol-Battisti a Frank Zappa, ma per gli aficionados del jazz è l’autore di Miles Davis. Lo sciamano elettrico e di Charlie Parker. “Bird” e il mito del volo afroamericano (entrambi pubblicati per Stampa alternativa / Nuovi equilibri). E’ un autore da gustare: non si limita a ri-raccontare “la storia” di qualcosa o cadere nella aneddotica su qualcuno, ma avanza sempre delle interpretazioni; in tal senso il libro dedicato a Parker è paradigmatico.

Nei primi 4 secondi gli stimoli partono fin dal titolo: da qui si dipana una narrazione che abbraccia l’intero mondo della nascente popular music anni Sessanta. L’apertura di Revolver marca una cesura epocale: “sono i primi quattro secondi del pop contemporaneo”, secondo l’autore.

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