uscite di primavera

Alcune brevi segnalazioni di dischi usciti di recente (o meno di recente ma di cui scrivo solo ora per pigrizia)

Porta Palace Collective, Neuroplastic Groove (Rudi Records 2016)

Neuroplastic Groove è il secondo lavoro del Porta Palace Collective, nuovamente pubblicato dalla Rudi Records. Il collettivo guidato da Johnny Lapio (trombettista e compositore dai multiformi interessi musicali e artistici) si muove su territori vasti, senza confini, dove il free form incrocia echi dai primi Weather Report, quelli più creativi (accade nel primo brano). Il collettivo, la cui vicenda legata a Porta Palazzo sta facendo scuola in Italia per come l’educazione musicale può partire dai quartieri  disagiati per raggiungere le vette più alte dell’arte, e che aveva già un nume tutelare come Giancarlo Schiaffini al trombone si allarga al prezioso apporto di ospiti di grande respiro internazionale come Jimmy Weinstein, Natsuki Tamura, Satoko Fujii.

 

Roberto Bonati/Bjergested Jazz Ensemble, Nor Sea, Nor Land, Nor Salty Waves, ParmaFrontiere (2016)

Bonati sceglie le saghe nordiche per proporre la sua scrittura articolata, immaginifica. Sintesi tra ere musicali differenti, edifica un ponte ideale tra classica e jazz, tra improvvisazione e scrittura, seguendo l’ispirazione fornita dal materiale letterario. La musica di Nor Sea, Nor Land, Nor Salty Waves è il risultato di una commissione del Bjergsted Jazz Ensemble del 2015, e quella che si ascolta è la registrazione avvenuta presso l’Università di Stavanger, in Norvegia, Ente al quale l’Ensemble è affiliato. Il lavoro si caratterizza per l’ampiezza timbrica e l’uso di un organico vario dove brillano archi, fiati, chitarra elettrica, voce e sezione ritmica, il tutto gestito con grande consapevolezza espressiva.

Roberto Magris The MUH trio, Prague After Dark, Jmood 2017

Con Roberto Magris, pianista di lungo corso e dalla proficua carriera internazionale, che da anni registra stabilmente con l’americana JMood Records di Kansas City (città che gli ha conferito la cittadinanza onoraria per il suo lavoro), torniamo al jazz mainstream di qualità. Groove e grande gusto nelle improvvisazioni, bella scelta anche rispetto agli omaggi e agli standard. Nel fluire della musica si indovinano echi Tyneriani e uso degli spazi alla Randy Weston, per un tipo di jazz che ha sempre qualcosa da dire. Frantisek Uhlir e Jaromir Helesic che chiudono la sezione ritmica sono un duo che suona insieme da circa 25 anni, con un interplay millimetrico e anche l’affiatamento con Magris è palpabile.

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