Diario di un festival: Guido Michelone a Roccella

Diario di un festival Rumori Mediterranei (Roccella Jonica, Reggio Calabria) 22-29 agosto 2021 articolo di Guido Michelone

Domenica 22 agosto

L’apertura ufficiale è con la presentazione – da parte del direttore del Festival Vincenzo Staiano e di un ottimo interlocutore quale Giuseppe Rossi (avvocato torinese esperto di diritti musicali) – del volume Paul Motian l’arte zen di suonare la batteria ( Arcana) di Raul Catalano, anch’egli drummer e già autore dell’innovato La filosofia di Han Bennik (Mimesis) sul celebre percussionista olandese. A seguire una memorabile spaghettata gratuita, con ricetta locale (segreta) della Pasta alla Corte d’Assise, con la quale si è gustato ancor meglio il post-bop del trio italiano The Unexpected Virtue Of Ignorance capitanati clarinettista Massimiliano Dosoli. E qui recensire un concerto quando un gruppo è nuovo senza dischi alle spalle, costituisce da sempre un azzardo. Eppure questo trio romano-lombardo- marchigiano (in due brani quartetto con ospite il famoso cornista calabrese) che ha aperto la XLI edizione del festival nello splendido teatro all’aperto di Roccella Jonica, lo ha fatto nel migliore dei modi: gli impasti trombone-clarinetto- Fender offrono un sound tanto cameristico quanto corposo nel saper affrontare, personalizzandolo strepitosamente, un repertorio eclettico da Monteverdi ai Beatles, da Ellington a Dalla. Urge subito un bell’album per questi musicisti virtuosi, amalgamati, sicuri!

Lunedì 23 agosto

Dopo la presentazione del romanzo sperimentale Clara Schumann nel XXI secolo, dove convivono echi di futurismo, Gruppo 63, bebop e free jazz, ecco ancora due apprezzabili band giovani: la prima – Mediterranean Jazz Sextet del batterista Stanislao Barbieri – ha preparato un tributo ai brani che diversi grandi jazzisti hanno dedicato proprio alla kermesse di Roccella Jonica, con ottimo feeling su brani funky e su ritmi fast (un po’ troppo scolastici sul resto, come mostra l’uso degli spartiti per tutti e sei)! La seconda, Matteo Mancuso Trio, è un classico power rock trio strumentale che si vota a una fusion accattivante, che swinga bene e che al contempo pesta duro quel tanto che occorre in simili frangenti, accostandosi pure a un jazz puro, nel chitarrismo, di ascendenza Charlie Christian e Wes Montgomery!

Martedì 24 agosto

Dopo l’amabile chiacchierata, con Rossi e Staiano, attorno al libro Jazz sound 1920-2020 , il teatro si apre con Agea Project, gruppo di ragazzi dell’Accademia del Jazz di Siena, facendo da supporter alla Rockella Jazz Power Band con, in prima assoluta, la produzione originale del Festival From Newport to Knebworth : è il nuovo progetto di Donato Zoppo – quartetto rock con aggiunto pianista jazz – a raccontare il grande rock ‘69-‘70 attraverso i celebri festival quali occasioni di creatività e sperimentazione. E brani di Pink Floyd, Cream, Creedence, Rolling Stones, Santana, King Crimson sotto splendide occasioni per riflettere su un passato ancora vivissimo, tra le rare autentiche mitologie contemporanee.

Mercoledì 25 agosto

Risulta subito notevole il quartetto AJS – sinergia tra Albanian Jazz Society e Tirana Jazz Festival – a incrociare jazz-bop e jazz-rock, fino ad accogliere pure temi folcloristici del proprio Paese, senza cadere nella scontata banalità di tanto etno-jazz e world-jazz; presi singolarmente i quattro – Gent Ruši, Ermal Rodi, Emiljan Dimo, Roni Gjura – si rivelano pure ottimi solisti. Ascoltata due anni dopo, sempre a Rumori Mediterranei, la vocalist israeliana Noa, durante il lockdown, ha registrato un gran disco di jazz standard, di cui ha offerto 5 brani in trio (chitarra acustica e percussioni varie) sfoderando l’eccezionale funambolismo vocale; in seguito ha reinterpretato canzoni dei dischi precedenti, spaziando da Bach alle melodie napoletane, dalla jewish music alla pop song, non senza cimentarsi alle congas latinoamericane e ai tamburi mediorientali, con grande ovazione subitanea del folto pubblico!

Giovedì 26 agosto

Giunta a metà percorso, bisogna riflettere sul fatto che da 41 anni in qua Rumori Mediterranei è una rassegna famosa per le sorprendenti rivelazioni di gruppi o solisti che per età anagrafica o provenienza geografica non risultano ancora famosi, ma che proprio le ottime performance a Roccella Jonica consentono a loro di salire alla notorietà internazionale. Meritevolissimo il tal senso è il nu jazz del trio Mack, a cui si è aggiunto in molti brani il rapper Donald D. Se il rap-jazz sia ancora jazz, sembra ormai una questione annosa, perché, alla fine, come sosteneva Duke Ellington, esistono solo due tipi di musica, la buona e la cattiva: e quella di Donald D. & Mack è indiscutibilmente buona! Raffinatissima risulta poi la JazzMakam Athenian Band. ovvero Tasos Georgopoulos (liuto e composizioni), Sophia Mermigka (voce canto), Kostas Yaxoglou (pianoforte), Costas Meretakis (percussioni), Kostas Fortsas (clarinetto e sampogna), Guida (contrabbasso): nella musica del sestetto, tanto moderna quanto arcana, sembra di avvertire l’eco dei poemi omerici, che transitano attraverso il Mar Mediterraneo quasi a riassume tante culture, letteraria nell’uno, sonore nell’altro caso; e qui forse anziché ‘rumori’ bisognerebbe sovrascrivere ‘struggenti melodie’ come quelle appunto delle sirene di Ulisse, meno incantatrici e assai più sognanti.​

Venerdì 27 agosto

Meeting In Roccella è uno speciale progetto del Luke Stewart Quartet composto dal leader afroamericano al contrabbasso, dal multi-percussionista senegalese Dudù Kouaté, dagli italiani Thomas Umbaca al pianoforte e Raul Catalano alla batteria, onde porgere un afro-jazz dai sapori talvolta tribali talaltra free, mettendo in luce sia il gioco d’assieme fortemente percussioni sia gli apporti individuali con frequenti insistenze ritmiche persino a livello di assolo. Quando, nel giro di due giorni il festival ha ribadito il proprio interesse verso la cultura hip hop invitando due rapper afroamericani a ‘dialogare’ con altrettante jazz band italiane. Il risultato alla fine gioca a vantaggio entrambi i linguaggi; e nel caso di K. Sparks – ben supportato dal duo Bardamù dei fratelli Ginaski Wop e Alfonso Tramontana, con flauto, tastiere, batteria – la poesia sillabata aderisce nei toni e nei ritmi alle citazioni talvolta storiche di brani jazz classici che si trasformano in riff rappeggianti.

Sabato 28 agosto

Dudù Kouaté & The Africation Trio vede il multistrumentista senegalese – qui nel ruolo del griot, ovvero cantautore tra voce, djembe, flauto, percussioni, con Alessandra Bossa (pianoforte) ed Eloisa Manera (violino) – dar vita a un’originalissima world music, intensa e poetica, accogliendo i suoni e i valori (spesso traslati sperimentalmente) di due strumenti classici per eccellenza nel proprio universo etnico, attraverso la consapevolezza di poter far dialogare liricamente l’arcano e il moderno, il rito e l’improvvisazione! Holographic Principle è il nuovo progetto del Ronnie Burrage Quartet, in apparenza un esempio di BAM o, se si vuole, di modern mainstream: in realtà il gruppo ben coordinato, integrato, affiatato, spazia dall’hard bop alla jazz poetry, con accenni pure a fusion, e free, non senza un pizzico di ethno quando subentra all’improvviso l’ormai di casa Dudù a dar man forte sul piano ritmico in un paio di brani.

Domenica 29 agosto

La nuova all-star europea, capitanata da Gabriele Mitelli, al debutto come E.G.O. ovvero European Galatctic Orxchestra ha segnato il ritorno a Roccella delle big band: il caleidoscopico ensemble rappresentata davvero il meglio del meglio grazie ai più reboanti solisti dell’improvvisazione europea. Hanno concluso il festival i francesi Lehmmans Brothers gruppo francese di giovanissimi musicisti a proporre una vivacissima mistura di jazz, funk e afrobeat: in apparenza stili consacrati ormai dal tempo ma qui rivitalizzati da brillanti arrangiamenti e gustoso intrattenimento.

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